Partito di Alternativa Comunista

In difesa di Cuba dall'attacco imperialista di Trump! Nessuna fiducia al governo cubano!

In difesa di Cuba dall'attacco imperialista di Trump!

Nessuna fiducia al governo cubano!

 

 

di Eduardo de Almeida Neto

 

 

 

L'imperialismo statunitense, rafforzato dopo l'invasione del Venezuela e il sequestro di Maduro, ora vuole rovesciare il regime di Cuba.
Si sbagliano coloro che credono che le intenzioni di Trump abbiano qualcosa a che fare con la democrazia. L'imperialismo statunitense sostiene le peggiori dittature del mondo, come Arabia Saudita ed El Salvador, purché servano i suoi interessi. Sostiene la brutale repressione di Israele contro i palestinesi.
Trump vuole invertire il declino dell'imperialismo statunitense e affrontare così l'imperialismo cinese in ascesa utilizzando apertamente la sua potenza militare ed economica.
In Venezuela, con l'invasione militare, ha ottenuto ciò che voleva: il controllo del petrolio e un cambiamento nel governo del Paese, con Delcy Rodríguez allineata ai suoi interessi. In questo modo, ha imposto un arretramento all'imperialismo cinese, dal peso sempre crescente nel Paese.
Ora Trump vuole strangolare l'economia cubana, aggravando il blocco - che esiste da 64 anni - con la sospensione delle forniture di petrolio all'isola.
Dopo l'invasione del Venezuela, è stata bloccata la fornitura di petrolio da quel Paese a Cuba: era la principale fonte di energia di quest'ultimo. Trump ha dichiarato lo «stato di emergenza nazionale» contro Cuba, minacciando di aumentare le tariffe ai Paesi che forniscono petrolio all'isola. Ciò ha un obiettivo preciso: impedire al Messico di soddisfarne le esigenze. Al momento, il governo messicano sta inviando petrolio solo in piccole quantità «per ragioni umanitarie».
Secondo la stampa, Trump sta anche preparando un blocco navale a Cuba, simile a quello che ha fatto con il Venezuela. Si tratta di un brutale attacco imperialista da parte del Paese imperialista più forte del pianeta contro un piccolo Paese, un'isola, a meno di 200 chilometri dalla sua costa.
L'obiettivo è lo stesso: imporre un governo fantoccio degli Stati Uniti e ridurre il peso dell'imperialismo cinese e russo sull'isola. Un brutale avvertimento per tutta l'America Latina.

 

Un po’ di storia

Cuba è stato il primo e unico paese dell'America Latina a realizzare una rivoluzione socialista vittoriosa, nel 1959.
Sconfiggendo la dittatura di Batista e procedendo all'espropriazione delle grandi aziende statunitensi, la rivoluzione guidata da Fidel Castro e Che Guevara ha guadagnato un enorme prestigio tra le masse e l'avanguardia di tutto il continente.
La Lit-Quarta Internazionale e la sua organizzazione precedente guidata da Nahuel Moreno si sono sempre opposte al blocco statunitense contro Cuba, sin dalla sua imposizione nel 1962. Allo stesso modo, ci siamo opposti al tentativo di invasione della Baia dei Porci nel 1961. Tuttavia, fin dall'inizio abbiamo criticato il regime cubano, che non ha mai sviluppato istituzioni di democrazia operaia come i soviet della rivoluzione russa del 1917. È sempre stato un regime autoritario, controllato da una burocrazia, che poi si è legato allo stalinismo dell'Urss.
È stato imposto un regime monopartitico, a volte con una violenta repressione alla base, perseguitando tutti gli oppositori o i critici, anche quelli di sinistra. I sindacati furono incorporati sotto controllo dello Stato, chiudendo spazi centrali per manifestare proposte di cambiamento della classe operaia. Come parte dello stesso modello stalinista, nel regno della burocrazia c'è sempre stata continuità nelle oppressioni razziste, maschiliste e omobitransfobiche. Non è un caso che l'élite dirigente cubana sia bianca, dalla famiglia Castro a Díaz-Canel oggi.
Tuttavia, i risultati della rivoluzione cubana nel campo dell'istruzione e della sanità hanno mostrato al mondo le possibilità di progresso tramite l'espropriazione della borghesia e la pianificazione dell'economia.

 

La restaurazione del capitalismo

Dopo la restaurazione del capitalismo in Urss, guidata dalla stessa burocrazia, Cuba ha iniziato a seguire la stessa strada. Negli anni Novanta del secolo scorso, lo stesso regime burocratico ha posto fine al monopolio del commercio estero e alla pianificazione dell'economia, iniziando a privatizzare le imprese statali. Ha aperto il Paese alle multinazionali, cosa che è stata sfruttata dall'imperialismo europeo per occupare l'isola. Ha cominciato a formarsi una nuova borghesia cubana, proveniente dall'apparato statale e associata alle multinazionali europee.
Ciò ha provocato un'enorme confusione nell'avanguardia mondiale. Cuba continuava ad essere governata da una burocrazia, ma si era verificato un cambiamento fondamentale: prima era una dittatura burocratica di uno Stato operaio deformato, ora il Partito Comunista garantisce riforme che hanno portato alla restaurazione del capitalismo. Di più: con il sostegno dello stalinismo a livello mondiale, continua a parlare della «Cuba socialista».
L'economia cubana è passata ad essere regolata dalla legge del valore e non dalla pianificazione economica. Il centro dell'economia dell'isola è divenuto il turismo, con grandi aziende spagnole, come la catena Meliá, che gestiscono destinazioni turistiche come L'Avana e Varadero.
Perché la borghesia imperialista statunitense non ha fatto come quella europea, partecipando alla restaurazione capitalista dell'isola?
La spiegazione risiede nella borghesia cubana radicata a Miami, espropriata dalla rivoluzione nel 1959. Questa borghesia si è integrata alla borghesia imperialista statunitense e non solo vuole tornare sull'isola, ma anche rovesciare la dittatura cubana e recuperare le sue aziende espropriate.
Dall'inizio della restaurazione capitalista, Cuba è in completo declino, anche per quanto riguarda gli indici di istruzione e salute, che in passato erano motivo di orgoglio. Il turismo, fulcro dell'economia cubana, ha attirato solo due milioni di visitatori nel 2025, il peggior risultato in vent'anni, escludendo il periodo pandemico.
Il declino ha riportato la miseria sui lavoratori e sui poveri di Cuba.
Ciò ha provocato esplosioni popolari in diversi momenti. La più importante degli ultimi anni è stata l'11 luglio 2021, con mobilitazioni di massa nelle principali città. Queste lotte sono state duramente represse dal regime cubano. Con grande vergogna di tutti coloro che difendono il socialismo, i partiti stalinisti di tutto il mondo hanno sostenuto la repressione dei lavoratori da parte della dittatura burocratica e procapitalista.
Ad oggi, ci sono 1185 prigionieri politici a Cuba, la maggior parte dei quali arrestati l'11 luglio.

 

La crisi attuale

La causa di fondo della crisi cubana non è solo il blocco statunitense, come sostiene la propaganda castrista-stalinista, ma la restaurazione del capitalismo nell'isola. Tuttavia, il blocco statunitense è sempre stato un fattore che ha aggravato la crisi. E ora sta diventando un fattore determinante, a causa del blocco del petrolio.
La produzione di energia elettrica a Cuba dipende in larga misura dal petrolio, tra l'80% e il 95%. Il sistema si basa su otto centrali termiche principali. Cuba ha bisogno di 110.000 barili di petrolio al giorno e ne produce solo 40.000. Il petrolio venezuelano copriva tra il 30% e il 40% del fabbisogno di Cuba ed è stato sospeso.
Oggi, in diverse città, la popolazione cubana sta già vivendo 20 ore al giorno senza elettricità. È in corso una crisi umanitaria. Il criminale blocco statunitense ha lo scopo di imporre un governo fantoccio. Trump è arrivato a dire che Marco Rubio, attuale segretario di Stato del governo statunitense, «sarà il presidente di Cuba». L'obiettivo è quello di rioccupare l'isola con capitali statunitensi, scalzare l'imperialismo europeo e allontanare l'imperialismo cinese. Ciò rappresenta un'enorme minaccia per tutta l'America Latina. Prima il Venezuela, ora Cuba. Quale sarà la prossima mossa di Trump?
Dalla LIT lanciamo un appello per una campagna di difesa di Cuba senza fornire alcun sostegno al governo cubano.
In particolare, è necessario esigere che i governi messicano e brasiliano forniscano petrolio all'isola. Sia il Messico che il Brasile sono esportatori di petrolio e possono soddisfare perfettamente le esigenze cubane.
Di fronte alle minacce imperialiste, è fondamentale esigere dal governo cubano libertà democratiche per il suo popolo. Libertà per i prigionieri politici dell'11 luglio! Libertà di organizzazione sindacale a Cuba! Armi per il popolo cubano per difendersi dall'imperialismo!

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